29-07-2010 Vangelo del giorno


A cura di Tommaso Rocca | 29/07/2010

 Di una cosa sola c’è bisogno
(Lc 10,38-42)


Il Vangelo di Luca spesso procede per figure contrapposte. Inizia con Zaccaria nel tempio di Gerusalemme e con la Vergine Maria nella casa di Nazaret. L’incredulo Zaccaria rimane muto per ben nove mesi a causa del suo dubbio sulla parola dell’Angelo. La Vergine Maria, la Donna di fede, parla e canta a Dio il suo Magnificat.
Figure contrapposte sono anche il Sacerdote con il Levita e il Samaritano che sono in cammino sulla strada che da Gerusalemme scende a Gerico. Il Sacerdote e il Levita, esperti conoscitori della Legge, sapienti interpreti di essa, studiosi accaniti anche delle virgole e dei punti, passano oltre. La Legge da loro studiata consentiva di passare oltre. Il Samaritano, ignorante della Legge e dei Profeti, non passa oltre.

Glielo impedisce la sua coscienza, che in lui è perfetta, retta e lo avverte sul bene e sul male, sul bene perché lo compia, sul male perché lo eviti. Lui segue quella coscienza di cui parla il Siracide: “Attieniti al consiglio del tuo cuore, perché nessuno ti è più fedele. Infatti la coscienza di un uomo talvolta suole avvertire meglio di sette sentinelle collocate in alto per spiare. Per tutte queste cose invoca l’Altissimo, perché guidi la tua via secondo verità” (Sir 37,13-15). La coscienza illuminata da Dio è vera via della vita.

Sul Golgota troviamo altre due figure contrapposte: i due ladroni crocifissi insieme con Cristo Gesù. Il primo ladrone insulta e deride Gesù. Vorrebbe che Lui lo liberasse dalla croce. Lo facesse tornare a rubare, continuando la vita di prima. Il secondo invece, quello che noi diciamo “il buon ladrone”, si apre alla fede, difende la giustizia e l’innocenza di Cristo Gesù, riconosce il proprio peccato, chiede al Signore che lo accolga nel suo regno. Lui è pentito di tutto ciò che ha fatto. È pentito e sta espiando la pena dovuta ai suoi peccati. Quest’uomo è illuminato dalla luce di Cristo.
Le figure in contrapposizione possono essere una chiave di lettura del Vangelo secondo Luca. Oggi troviamo altre due figure, anch’esse poste in contrapposizione, in antitesi. Una è simbolo della fede, l’altra è vera icona della non fede.

Mentre erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò. Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi. Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».

Maria è donna di fede perché prima ascolta e poi ama. L’amore per lei è purissima obbedienza. Ella ama Gesù e lo vuole ascoltare. Lo vuole ascoltare per amarlo ancora di più. Lo vuole amare secondo la divina volontà, non secondo pensieri e desideri del proprio cuore. L’amore vero è quello che nasce dal cuore di Cristo. Senza ascolto nessuno mai potrà amare secondo i desideri di Dio. L’amore puro e santo deve sempre nascere da un ascolto altrettanto puro e santo. L’ascolto domanda silenzio, quiete, tempo, sostare con Gesù senza alcuna fretta, lasciarci da Lui parlare.
Marta è la donna del fare, dell’agitarsi, dell’apprensione, della stanchezza, della solitudine, dell’affanno. È tutto questo perché il suo è un amore che nasce dal proprio cuore, non dal cuore di Gesù Signore. Lei non ascolta. Lei fa. Non fa però ciò che l’altro desidera e chiede. Fa ciò che lei pensa sia gradito al suo ospite.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, fa’ che il nostro amore sia sempre una risposta di fede, un’obbedienza perfetta. Angeli e Santi di Dio aiutateci a sostare sempre presso Gesù Signore. Vogliamo ascoltarlo per servirlo secondo la sua volontà.

Mons. Costantino Di Bruno

Fonte Movimento Apostolico

 

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Tag: vangelo di Luca, vangelo commentato, Tommaso Rocca, vangelo del giorno, Costantino Di Bruno, Gesù