30-07-2010 Vangelo del giorno


A cura di Tommaso Rocca | 30/07/2010

Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi?
(Mt 13,54-58)

L’ignoranza di Dio è quasi sempre ignoranza della propria storia di fede. Un figlio di Israele avrebbe dovuto sapere che Noè non era un nauta esperto e provetto e neanche possedeva un cantiere navale per la costruzione di grandi navi. Eppure il Signore per mezzo di lui salvò la vita sulla nostra terra. Mosè non era uno stratega militare e neanche uomo possente in parole e in opere. Quando il Signore lo chiamò aveva circa ottanta anni e per di più sapeva solo pascolare qualche capra o pecora del suocero. Di lui il Signore si servì per dare libertà ai figli di Israele.

Neanche Sansone era un Maciste, un Ercole dalla forza travolgente. Era il più debole degli uomini, tant’è che i filistei lo accecarono e lo ridussero in schiavitù. Pregò il Signore. Questi gli ridiede la forza che prima gli aveva tolto a causa della violazione del suo voto e in un colpo solo distrusse tutti i nemici del suo popolo. La stessa cosa vale per gli altri Giudici, per Samuele, per Davide, per Elia, Eliseo, ogni altro profeta e giusto attraverso il quale il Signore ha compiuto l’opera della salvezza.

Amos stesso così dice del suo ministero: “Amasia, sacerdote di Betel, mandò a dire a Geroboamo, re d’Israele: «Amos congiura contro di te, in mezzo alla casa d’Israele; il paese non può sopportare le sue parole, poiché così dice Amos: “Di spada morirà Geroboamo, e Israele sarà condotto in esilio lontano dalla sua terra”». Amasia disse ad Amos: «Vattene, veggente, ritirati nella terra di Giuda; là mangerai il tuo pane e là potrai profetizzare, ma a Betel non profetizzare più, perché questo è il santuario del re ed è il tempio del regno». Amos rispose ad Amasia e disse: «Non ero profeta né figlio di profeta; ero un mandriano e coltivavo piante di sicomòro. Il Signore mi prese, mi chiamò mentre seguivo il gregge. Il Signore mi disse: Va’, profetizza al mio popolo Israele. Ora ascolta la parola del Signore: Tu dici: “Non profetizzare contro Israele, non parlare contro la casa d’Isacco”. Ebbene, dice il Signore: “Tua moglie diventerà una prostituta nella città, i tuoi figli e le tue figlie cadranno di spada, la tua terra sarà divisa con la corda in più proprietà; tu morirai in terra impura e Israele sarà deportato in esilio lontano dalla sua terra”»”. (Am 7,16). Tutto nel popolo dell’Alleanza è per opera e volontà, per grazia e per potenza, per sapienza e per intelligenza che discendono dal Cielo, da Dio. Tutto è un dono e per dono costante del suo Dio e Signore. È questa verità che ha sempre fatto il popolo di Dio. Mai le sue forze, le sue capacità, le sue strategie, i suoi eserciti, le sue scuole.

Venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.

Gesù è di origine umile, povera. La sua casa è composta di gente assai semplice. Le origini regali di Giuseppe, che ci sono, sono state inghiottite dalla storia. Non sono evidenti, palesi. L’umiltà è l’essenza stessa della madre di Gesù assieme al suo nascondimento. Da una simile famiglia può mai nascere tanta sapienza, tanta forza, tanta dottrina? Può nascere un Salvatore da così umili origini? Sarebbe stato sufficiente che ognuno si ricordasse della propria storia di fede e tutti avrebbero potuto comprendere che Dio non agisce alla maniera degli uomini.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli e Santi di Dio, aiutateci a vedere il Signore che opera nella nostra vita. Vogliamo riconoscerlo in ogni sua azione.

Mons. Costantino Di Bruno

Fonte Movimento Apostolico

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Tag: vangelo di Matteo, vangelo commentato, Tommaso Rocca, vangelo del giorno, Costantino Di Bruno, Gesù