Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo
16 MAGGIO (Domenica Lc 24,46-53)
Gesù oggi porta a compimento la sua missione. Quanto il Padre gli ha comandato di fare, Lui lo ha fatto con obbedienza perfetta e con intelligenza sempre illuminata, confortata, mossa dallo Spirito Santo.
Non si obbedisce a Dio facendo puramente e semplicemente l’opera comandata. Questa non è obbedienza. L’obbedienza è intelligenza, sapienza, saggezza, conoscenza anche delle più piccole modalità secondo le quali la cosa comandata va fatta. La luce dello Spirito Santo è essenziale nell’obbedienza, altrimenti possiamo correre il rischio di eseguire formalmente un comando, ma non essenzialmente. Lo possiamo eseguire umanamente, ma non divinamente. In questo errore cadono tutti coloro che sono senza lo Spirito Santo. È senza lo Spirito Santo tutti quelli che vivono fuori del Comandamenti di Cristo Gesù.
Possiamo anche comandare, obbedire, legiferare, fuori dello Spirito Santo. Ogni cosa che facciamo non rispecchia però la volontà di Dio, perché non conosciamo la luce vera di sapienza, saggezza, prudenza, accortezza, temperanza, secondo la quale ogni cosa va fatta a suo tempo. Oggi viviamo in una crisi perenne di intelligenza e di sapienza soprannaturale. Viviamo di una crisi di luce dello Spirito Santo.
«Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto». Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio.
Gesù ha terminato la sua missione ed è salito al Cielo. Inizia la missione dei suoi discepoli. Qual è questa missione? Ma prima ancora: come potranno e dovranno portarla a compimento? Non c’è missione se non nello Spirito Santo, con la sua potenza di luce e di forza, di verità e di santità. Poiché lo Spirito Santo è lo Spirito di Gesù, il discepolo per essere abitato dallo Spirito di Gesù, deve divenire una cosa sola con Gesù: un solo corpo, una sola volontà, un solo cuore, una sola obbedienza, una sola vita, una sola missione, un solo mistero.
Il discepolo di Gesù è chiamato a mostrare al vivo il mistero del suo Maestro che è mistero di morte e di risurrezione, perché mistero di vita totalmente consegnata al Padre. Quella del discepolo è una vita che non gli appartiene più. La sua vita è di Cristo e Cristo ne ha fatto già un dono al Padre.
Rimanendo nello Spirito Santo, il discepolo compie la missione con la sua luce di verità, la quale ci insegna che conversione e perdono dei peccati sono una cosa sola, una sola inscindibile, inseparabile realtà. Senza conversione non c’è perdono dei peccati. Senza perdono dei peccati, mai vi potrà essere vera e reale conversione. Oggi è proprio questa la tristezza cristiana, segno che lo Spirito Santo non è più la nostra luce: si grida il perdono, ma senza la conversione; si grida la remissione dei peccati, ma senza il ritorno nella Casa del Padre. Si annunzia la giustificazione, ma rimanendo ognuno nella sua lordura di vizio e di trasgressione della volontà di Gesù Signore.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, viviamo in questa grande guerra di ignoranza e di non conoscenza della verità perché privi della luce dello Spirito Santo, vieni in nostro aiuto con i tuoi Angeli e Santi e liberate il nostro cuore da ogni falsità.